Gruppi di parola per genitori separati
Gennaio è passato tra una riflessione, un’emozione ed un ricordo. Tra progetti che hanno preso idealmente forma nel 2024 e che stanno prendendo corpo ora.
Uno è questo.
Con esso torno alle origini della mia professione, dei miei studi, della mia vita. In ordine inverso.
Mi spiego.
Sono figlia di genitori separati, in un’epoca in cui non si separava nessuno: avevo 15 anni ed oggi ne ho 45. La separazione dei miei per me è stata cronaca di una morte annunciata : mi sono resa conto subito che il rapporto tra mia mamma e mio papà si stesse incrinando. Mi sono accorta che non c’era più quella serenità che in una famiglia dovrebbe regnare: non parlo di assenza di problemi ma di gestione funzionale di questi.
Ho in mente l’immagine di mio papà che va via di casa su espresso invito di mia madre. Non sto dando responsabilità o colpe perché, ad oggi, credo che quella scelta sia stata l’unica percorribile e che la nuova forma che stava prendendo la mia famiglia fosse l’unica. Lo avevo capito da tempo: dalle prime discussioni, dal calore che era subordinato alla freddezza, dai problemi che non lasciavano spazio ai sorrisi. E nella mia famiglia, invece, si sorrideva eccome!
Non arriva da un giorno ad un altro una scelta di quel genere. Ero io che dicevo a mio papà: ” pà guarda che mamma non scherza ed il 16 settembre – termine ultimo che gli aveva dato – è tra pochi giorni! “
Eravamo stati avvertiti ma l’istantanea del momento in cui papà oltrepassa la porta della nostra casa la porterò con me per tutta la vita. Come le sensazioni.
I miei studi hanno preso le mosse da questa esperienza familiare perché, come asserisce il Prof. dei perfezionamenti, Recalcati:
“ ogni psicologo inizia il suo percorso di studi per analizzare primariamente se stesso ed il proprio vissuto “.
La mia tesi di Laurea aveva come nucleo centrale la favola di Apuleio ” Amore e Psiche ” per permettere di analizzare il processo di separazione in chiave evolutiva. Un’analisi approfondita della separazione come momento evolutivo per l’essere umano. Un lavoro difficile ma al contempo entusiasmante. Che interpreta un momento critico come un momento di svolta.
Come lo sono quasi tutti i periodi critici. Un periodo critico dello sviluppo può essere definito come “ un intervallo di tempo nel quale la comunicazione intercellulare altera il destino di una cellula ”. Concetto che è attribuito all’embriologo sperimentale Hans Spemann.
Uno dei primissimi perfezionamenti post lauream è stato in Psicologia Forense perché volevo comprendere i tecnicismi dei processi di separazione, di affidamento e non solo.
Negli anni di professione in studio – oramai più di 15 – mi sono trovata a gestire le problematiche di separazione da tutti i punti di vista: dei figli, dei genitori, dei nuovi compagni, delle figure che orbitano intorno al nucleo che si stà sfaldando.
Nel 2024 la mia strada si incrocia con quella della Dott.sa Erika Del Pomo, Assistente Sociale Privata specializzata in gestione del conflitto. L’incontro col lei avviene in modo del tutto casuale, attraverso i nuovi mezzi di comunicazione, su un social molto in voga attualmente. Social che abbiamo abbandonato immediatamente in favore di una colazione al bar. Una colazione al bar che è diventata il ” ci vediamo lunedì, stesso posto stessa ora “. Conoscendoci, raccontandoci e raccontando le nostre professioni, abbiamo creato una tessitura di contenuti e sensazioni, in un brainstorming umano e professionale profondo.
Ci siamo confrontate su quali siano le criticità sul territorio. Delineando ipotetici progetti partendo da chi è dall’altra parte. Analizzando i bisogni degli altri. Non i nostri. Mettendoci in ascolto.
” Il terapeuta è sempre subordinato alla storia del paziente ” – Recalcati 2024
Credo che nessun incontro avvenga per caso ma credo altresì che il destino di quell’incontro sia nelle nostre mani.
Nel week end a cavallo tra gennaio e febbraio ho seguito un perfezionamento con il Prof. Recalcati su ” I LEGAMI FAMILIARI. SIMBOLI, AFFETTI E CONFLITTI ” sempre per la fascinazione che hanno su di me questi aspetti del mio sapere. Per approfondire. Per continuare a nutrirmi.
Da tutto questo nasce il progetto Gruppi di parola per genitori separati:
un ciclo di incontri – che partirà a Marzo 2025 – per raccontarsi, ascoltarsi, capire, provare a gestire un momento critico con strumenti funzionali.
Perché spesso, dall’incontro, nasce la soluzione.
Dedicato a te, papà. Papà separato che mi guardi da lassù.
