Il racconto è uno strumento di cura fondamentale verso il quale si hanno due tipologie di ascolto: quella del paziente che ascolta la propria storia, quella dello psicologo che “ legge ” questo audiolibro. Il mio ascolto è volto alla raccolta della storia, delle variabili, della timeline di vita dell’individuo per poi tramutarli in analisi, approfondimento, gestione. Il racconto è ciò che finisce nelle pagine dei quaderni. Il racconto sono le tracce che lascio con la mia penna. Il racconto è ciò che sottolineo con i miei evidenziatori. Nei miei quaderni troviamo rimpalli temporali che servono per fare connessioni su quando qualcosa sia avvenuto, su quando sia iniziata una determinata problematica. In connessione a cosa. Al perché si sia manifestata.
I miei quaderni sono metodo, strumento, custodi.

IL MIO METODO
Racconti, Raccontarsi
Quando affrontai il mio primo colloquio con il mio primissimo paziente mi chiesi quale fosse il metodo più giusto per non perdere la storia del paziente e per dare memoria ai racconti e percorsi che facciamo insieme.
Pensai alla mia amata cancelleria: quaderni, penne, evidenziatori.
Da quel giorno sono diventati il mio tratto distintivo, il mio metodo, ed ad oggi mi caratterizzano. Ci sono pazienti che mi suggeriscono “ il prossimo ”, c’è chi “ sono andato in quel negozio e le ho comprato questo ”, c’è chi “ però Dott.ssa tutti della stessa dimensione sarebbe meglio ”
Il racconto è uno strumento di cura fondamentale verso il quale si hanno due tipologie di ascolto: il mio volto alla raccolta della storia per poi tramutarla in analisi, approfondimento, gestione.
Amo riporli la sera nello schedario per poi riprenderli al mattino trovandoli lì ad aspettarmi.
Li sfoglio per ritrovare una seduta chiave, parole importanti, citazioni mie o di chi mi si siede davanti, obiettivi prefissati o raggiunti.
Qualche volta accade che anche il paziente arrivi col suo quaderno, con la sua penna. Per raccogliere, fermare, sottolineare.
Ciò che contengono i miei quaderni, di fondo, è un racconto.