Chiusure. Aperture. Nascite.
Ho cercato un ponte per l’uscita del giovedì – Diario della mia pandemia – e l’uscita della domenica che viene pubblicata sul Blog.
Un argomento che facesse da collante tra la pandemia, la Pasqua e la mia professione di Psicologa.
L’ho trovato nella scelta del mio uovo di Pasqua. L’uovo della più nota influencer del pianeta. Un’imprenditrice che stimo. Ma non l’ho acquistato per il suo logo. L’ho acquistato perché i proventi andranno ad un’associazione per l’inclusione sociale di bambini autistici.
Eccolo qua il ponte tra pandemia e Pasqua. Un uovo che rappresenta un gesto verso una patologia che è patologia che si snoda tra l’ “ aperto/chiuso”. Un po’ come lo è la pandemia. Un po’ come lo sono state le ultime due Pasque.
“ Il trauma dell’epidemia che ha travolto all’inizio del 2020 l’intero pianeta riattiva fatalmente la tentazione del muro nella misura in cui anche l’amico, il più prossimo, il famigliare può essere portatore di malattia, agente potenziale di contagio ”. ( Recalcati 2020 )
Patologie come l’autismo presentano il cosiddetto irrigidimento del muro. Sono patologie riconducibili alla chiusura ma che devono essere stimolate in termini di apertura.
In studio, proprio in questa settimana appena trascorsa, si sono avvicendati pazienti che, con le nuove possibilità di uscita, riportano come abbiano preso consapevolezza di essersi chiusi al mondo durante la pandemia.
Asserisce A., anni 23:
“ mi sono resa conto di non aver più cercato le mie amiche, di non aver più parlato di me. Solo in casa mi sentivo al mio posto. Ora che sto riprendendo la vita normale, poco a poco, sto capendo quanto quella vissuta fino a qualche tempo fa mi ha spinto a non essere più io. A non riconoscermi. ”
La pandemia ha spinto ogni individuo alla chiusura verso ciò che era intorno per proteggere se stesso.
“ Una delle scoperte maggiori della psicoanalisi è che la malattia mentale non scaturisce tanto dalla frana del confine che separa la ragione da sragione, quanto casomai, da un suo eccessivo irrigidimento. ” ( Recalcati 2020 )
Tutte le patologie che vengono definite nuove melanconie sono tutte patologie del chiuso, appunto.
Con questa Pasqua di riaperture siamo chiamati alla responsabilità dell’aperto. Come siamo chiamati ad un processo di inclusione verso chi vive il chiuso. Rispettandolo, conoscendolo ma non evitandolo.
Dobbiamo concederci di nascere non di rinascere. Di nascere dopo il trauma della pandemia. Di nascere facendo nostre nuove consapevolezze, nuovi stili comportamentali, nuove responsabilità.
Di far nascere dentro noi nuovi orizzonti. Nuove letture di eventi occorsi. Nuove consapevolezze rispetto al nostro vissuto.
