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IL PRIMO INCONTRO
Esserci
Il primo colloquio è un momento di conoscenza, scambio, di sfogo e raccolta. È un momento in cui si prova a mettere in atto un progetto condiviso.
È un momento fondamentale del percorso psicologico. È un momento in cui comportamento verbale e non verbale dei membri della diade risultano essere fondamentali.
Non è un esame. È un momento, appunto.
Esso non ha regole fisse ma ha un obbiettivo chiaro:
la conoscenza.
È il momento in cui lo psicologo ed il paziente entrano in contatto.
E, come un primo appuntamento, reca con se la paura dell’ignoto.
Spiego sempre a chi si siede davanti a me per la prima volta che non è un esame, non bisogna essere bravi, bisogna assecondare il flusso dei pensieri e dare risalto a ciò che emerge con più potenza perché è liì che si cela la necessità.
Poi sarà l’abilità dello psicologo a fare ordine tra le variabili emerse.
Sicuramente lo psicologo saprà quali domande fare, quando stare in silenzio, quando dare delle spiegazioni.
Il paziente deve poter uscire dal primo colloquio con qualche delucidazione che prima non aveva. Si fanno ipotesi che poi verranno vagliate dal paziente che ha comunque un ruolo attivo nella verifica di queste.
Il professionista sarà autorevole ma non autoritario, direttivo ma non subordinante.
Ogni primo colloquio non è mai uguale a se stesso. In questi anni di professione non mi sono mai trovata a dire:
“ questa prima seduta è uguale a l’altra ”
Spiego sempre al paziente che “ questo momento è tuo e devi farne ciò che desideri ”
E da qui in poi accade che: c’è il paziente che ha una sua scaletta mentale riguardo ciò che vuole dire; c’è quello “ Dottoressa ho preso qualche appunto, posso leggerlo? ”; c’è quello che mi chiede di fargli domande perché non ha idea di “ cosa devo dire ”.
Dal primo colloquio si dovrebbe uscire svuotati per aver finalmente dato a qualcun altro quel peso che sentiamo di portare da tempo.
Dal primo colloquio si dovrebbe uscire con un progetto, un cammino condiviso.
Dal primo colloquio si dovrebbe uscire con un vestito comodo, vestito nato dall’incontro con un professionista che ci abbia fatto sentire compresi, che ci abbia fatto percepire che “ si può fare qualcosa ”, che sappia dove stiamo andando.