Sono mancata da questo nostro spazio per molto tempo. Mi rendo conto. Nonostante mi fossi ripromessa ed abbia promesso a voi che avremmo ripreso il nostro raccontarci con cadenza e frequenza a febbraio. Ma poi la Vita mi ha travolta. Perché, spesso, è così che va.
Eccomi comunque qui! Perché è così che funziona tra amici di lungo corso: magari non ci si sente per un po’ ma poi è come se non ci si fosse mai lasciati.
Ci siamo lasciati con Sanremo. Ci ritroviamo in questa primavera tanto attesa nonostante io ami smisuratamente l’inverno.
E’ stato un inverno difficile, lungo, “ con temperature tipiche invernali ” come direbbe il meteo.
C’è stato San Valentino. Un San Valentino in auto sorveglianza. C’è stato l’anniversario della mia Laurea: una data per me importante perché ha permesso tutto questo. Il ventitreesimo anniversario della mia relazione. Il compleanno del mio compagno che ho passato a letto con l’influenza stagionale. Perché si, esiste anche quella.
C’è stata la neve. Che io in parte mi sono persa perché, in quell’attesissimo week end, oltre l’attesissima neve, c’era Marco ( Mengoni ) ad attendermi tra Milano e Roma. Come chi ti fa una promessa e tu lo ritrovi esattamente lì dove lo avevi lasciato. Lo ritrovi a spiegarti cosa siano stati questi 2 anni per lui. In un fluire di pensiero incessante.
Due incontri in cui ho trovato molto di ciò che avviene durante gli incontri qui nel mio studio. Un’apertura a 360 gradi quella di Marco che mi ha lasciato dentro contenuti che sto ancora cercando di riordinare. Ha parlato del suo Covid_19. Delle sue ansie, di come esse siano cambiate. Del suo non dire che sta male. Di noi: di come il suo pubblico sappia abbracciarlo con un “ solo ” applauso. Di come l’applauso lo faccia sentire protetto. E noi, dalle poltroncine di quel teatro finalmente gremito nonostante il Covid, noi lo abbiamo travolto. Anche i miei pazienti mi fanno sentire protetta: sono quella coperta che non manca mai. Succede anche a me quando entro in studio e la giornata si snoda tra le storie che ascolto.
Mi ha aspettata anche la neve però. Che aveva disatteso la promessa cadendo incessantemente mentre io mi allontanavo in treno andandomene. Ma mi ha aspettata. Come il più fedele dei fidanzati. Come chi sa mantenere le promesse. Ed anche io ho avuto qualche ora, in una mattinata assolata ma gelida, sulla neve. Immortalata in degli scatti preziosi che mi ricordano che, se si vuole, le promesse si riescono a mantenere.
La prima settimana di Marzo è stata una settimana dedicata alla comunicazione.
Mi è stata proposta una docenza per qualcosa di totalmente nuovo per me: una docenza per entrare a far parte dell’Albo delle Guide Turistiche del Parco Gola della Rossa destinata a guide turistiche ed escursionistiche, accompagnatori turistici. Ho letto tanto di montagne, imprese. Ho chiesto. Ho avuto due preziosi ciceroni: Mauro e Nicolò. Ho visto film, documentari, video. In un viaggio bellissimo che mi ha portato ad una lezione della quale vado molto fiera. Il mio Power Point terminato nella mia camera d’albergo a Roma. Nei miei viaggi mengoniani.
La domenica successiva al corso sono stata con i ragazzi scout che mi hanno invitata in un loro “ Incontro di zona ”per parlare di comunicazione tra generazioni: è stata un’esperienza preziosa perché mi ha permesso di mettermi in ascolto e capire quali siano, per i ragazzi tra i 17 ed i 21 anni, i contenuti più difficili da comunicare ai noi adulti.
Di forme comunicative ne esistono tante, ma ognuno ha la propria. Non si può scopiazzare lo stile di qualcuno perché la comunicazione è: parole, gesti, occhi, labbra. La scrittura è solo l’atto finale. E rappresenta tutto questo. Se non rappresenta le tue parole, i tuoi gesti, i tuoi occhi, le tue labbra non arriva dove e come deve.
Il week – end del 19 marzo mi ha vista impegnata in un corso di Perfezionamento sui casi clinici: una giornata dedicata alla pratica di studio, alla verticalizzazione dei casi, alla gestione di essi. Una giornata guidata da un Prof. generoso ed attento: il Prof. Recalcati.
Esco da queste giornate sempre cresciuta, umanamente e professionalmente. Vedere la generosità di un luminare che si prodiga per farti crescere azzera tutta la miseria che, a volte, vedi intorno a te.
E poi c’è il mio essere psicologa che mi accompagna sempre, che è la mia vita, la mia responsabilità più preziosa.
E la vita che ti sorprende, magari in un venerdì qualunque, attraverso gli esseri umani che incontri e che sanno diventare il tuo tutto.
Disattendendo le promesse. O mantenendole. Permettendoti comunque di avere una storia da raccontare.
